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voto elettronico e Democrazia

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voto elettronico e Democrazia

Termini

 

le procedure elettorali cartacee italiane

Sfortunatamente la prossima affermazione non è più valida dopo le accuse mosse dal film "Uccidete la Democrazia" pubblicato con il settimanale Diario. Secondo l'inchiesta nelle elezioni politiche di Aprile 2006 il numero delle schede bianche è stato manipolato per alterare i risultati. Per eliminare ogni dubbio sia la Camera che il Senato hanno deciso di fare un controllo delle schede. Se il riconteggio confermerà il risultato ufficiale sarà la prova che le nostre procedure cartacee funzionano.

In quasi 60 anni di democrazia in Italia NON abbiamo mai avuto guai nel conteggio dei voti e nella proclamzione dei risultati elettorali. Neppure negli anni '50 e '60 di forte contrapposizione tra i due principali partiti PCI e DC (ricordate Peppone e Don Camillo?) nessuno ha mai messo in discussione la legittimità dei risultati elettorali. Come è stato possibile ciò?

Con l' uso di schede cartacee e procedure pubbliche sottoposte al controllo democratico!

Il Governo nelle elezioni politiche di Aprile 2006 ha testato (in Liguria, Sardegna, Lazio e Puglia) il cosiddetto "scrutinio elettronico". Il termine è improprio infatti i voti sono stati i soliti scritti a mano su schede di carta e scrutinati come sempre. Le nuove procedure elettroniche sono entrate in gioco dopo il punto 27 della seguente lista. In aggiunta in alcuni seggi della Liguria era prevista la sperimentazione della trasmissione elettronica diretta dei risultati al Viminale (punto 28 della seguente lista). In realtà la trasmissione elettronica è avvenuta in tutte le quattro regioni, ma poi i risultati sono stati ancora una volta calcolati sui dati manuali (per fortuna!) Il test era limitato alle elezioni di Aprile 2006 infatti nel referendum Costituzionale di due mesi dopo (25 e 26 Giugno 2006) non si è usata alcuna elettronica.


In Italia (fino ad oggi, anno 2012):
  1. Il voto è considerato dalla legge un diritto-dovere di ciascun cittadino maggiorenne.
  2. Tutti i cittadini sono automaticamente iscritti alle liste elettorali. Non è richiesta alcuna procedura da parte dei cittadini per poter votare.
  3. Le operazioni di voto avvengono in seggi elettorali appositamente predisposti dalla Amministazione Comunale (di solito sono ospitati in scuole)
  4. L' amministrazione comunale assegna a ciascun elettore il seggio dove votare in modo di minimizzare la distanza con la sua abitazione.
  5. A ciascun elettore viene consegnato un documento (tessera elettorale) che ne evidenzia l' iscrizione alle liste elettorali del seggio a lui assegnato. Tale documento ha validità per 18 elezioni
  6. Le elezioni di solito durano due giorni, la Domenica ed il Lunedì seguente.
  7. Per permettere il voto di malati e di carcerati sono approntati seggi negli ospedali e nelle carceri
  8. Particolari categorie di elettori possono votare in seggi diversi dal proprio (marinai imbarcati, militari fuori sede, personale dei seggi)
  9. Tutte le operazioni di voto sono pubbliche e qualunque elettore può essere presente a tutte le attività del seggio in cui vota.
  10. In ciascun seggio lavorano
    • un Presidente (nominato dal Presidente della Corte d' Appello che lo sceglie da una apposita lista di persone selezionate in base all' integrità morale e al livello culturale)
    • un segretario scelto dal Presidente
    • quattro scrutatori nominati dalla Commissione elettorale comunale tra tutti gli elettori che ne abbiano fatto richiesta.
      Fino al Gennaio 2006 gli scrutatori erano sorteggiati, poi la Legge 21 dicembre 2005, n. 270 ha cambiato le cose (art.9) ed impone che gli scrutatori vengano nominati dalla Commissione elettorale comunale (composta di Consiglieri Comunali e presieduta dal Sindaco). Il fatto che quattro su sei componenti del seggio erano sorteggiati riduceva notevolmente la possibilità di accordi illeciti tra gli stessi.
    Il lavoro al seggio è retribuito dallo Stato e, a meno di gravi motivi personali è obbligatorio: i lavoratori dipendenti che siano stati sorteggiati come scrutatori o nominati Presidenti hanno per legge diritto ad assentarsi dal lavoro per tutta la durata delle operazioni al seggio.
  11. In nessun momento al seggio possono essere presenti meno di tre delle sei persone che vi lavorano In qusto modo si minimizza il rischio di comportamenti illeciti essendo per essi necessari un numero maggiore di complici.
  12. Al Preseidente, al segretario, agli scrutatori, ai rappresentanti di lista e alla forza pubblica in servizio di vigilanza, è permesso di votare al seggio in cui esercitano la loro funzione. Per permettere loro di NON abbandonare mai il seggio stesso e quindi poter meglio controllare il corretto svolgimento delle operazioni elettorali
  13. Tutte le operazioni del seggio e i risultati dello spoglio vengono riportati nel verbale in due copie approvate e firmate da tutti i mebri del seggio e timbrate in ciascuna pagina dal timbro del seggio. Una copia viene inviata al comune e l' altra al tribunale insieme a tutte le schede (votate o meno).
  14. Ogni lista ha il diritto di avere un proprio rappresentante in ciascun seggio elettorale. Tale rappresentante può controllare tutte le attività del seggio anche se non può prenderne direttamente parte. Il rappresentante ha il diritto di firmare i verbali e di fare obiezioni a quanto succede.
  15. Presso ciascun seggio (o edificio in cui ci sono più seggi) sono presenti forze di polizia per tutto il tempo delle attività elettorali (giorno e notte senza interruzioni) Il loro controllo garantisce la sicurezza fisica dei seggi e quindi la veridicità dei risultati elettorali.
  16. Le forze di polizia NON possono entrare nelle stanze in cui si vota a meno che siano espressamente richieste dal Presidente per motivi di ordine pubblico. Per evitare che la presenza di forze armate possa intimidire gli elettori e indirizzarne quindi il voto (come invece accadde in Italia durante il fascismo)
  17. Durante le sospensioni notturne i seggi sono chiusi a chiave ed ogni loro accesso (porte e finestre) è sigillato mediante nastro adesivo su cui sono apposte le firme del presidente, degli scrutatori e anche dei rappresentanti di lista. In tal modo alla riapertura del seggio si avrà la certezza che nessuno è entrato a manomettere nulla. Durante le notti i rappresentanti di lista hanno diritto di stazionare dentro gli edifici che ospitano i seggi (ma fuori dai seggi) Sono controllati anche i controllori!
    In realtà il nastro adesivo non serve a molto poichè si può facilmente staccare e sostituire con un altro. Inoltre i rappresentanti di lista è da anni che non chiedono di stazionare durante la notte. Quindi tutta la sicurezza notturna è demandata alle forze di polizia (di solito i Carabinieri).

Le procedure di voto sono le seguenti:
  1. L' amministrazione comunale fornisce a ciascun seggio:
    • un timbro di sezione contraddistinto da un numero univoco in tutta Italia e, fino all' inizio del voto, conosciuto solo dal Ministero dell' Interno.
    • la lista degli elettori che vi possono votare,
    • un numero di schede leggermente superiore al numero stesso. Viene validato un numero di schede pari al totale degli elettori del seggio: ciascuna scheda viene timbrata col timbro della sezione e firmata da almeno uno scrutatore. Le schede eccededenti il numero degli elettori vengono contate e riposte vergini in una apposita busta
  2. Per tutta la durata delle attività elettorali, le schede possono essere toccate solo dai sei componenti del seggio (oltre che, ovviamente, dall' elettore). I rappresentanti di lista non possono toccarle. In questo modo è minimizzato il rischio che qualcuno possa sporcare o segnare le schede in modo che, dopo essere state votate, siano poi dichiarate nulle proprio a causa di questi segni.
  3. In fase di scrutinio verranno considerate nulle tutte le schede che avranno qualsiasi scritta, disegno o macchia non necessari all' eventuale espressione di un voto valido. Per non permettere agli elettori di fare riconoscere il proprio voto e, quindi, evitare di sottoporli ad eventuali pressioni da parte di candidati disonesti
  4. Gli elettori sono ammessi a votare se hanno un documento di identità, se sono iscritti nelle liste elettorali del seggio e se hanno la tessera elettorale.
  5. Una volta controllata l' identità dell' elettore e la sua iscrizione alle liste del seggio (il numero del documento di identità viene riportato sulle liste elettorali accanto al nome dell' elettore) , all' elettore vengono consegnate:
    • una matita speciale dal segno indelebile la volontà dell' elettore non potrà essere facilmente alterata.
      Le schede non votate con questo tipo di matita sono annullate.
    • una scheda aperta (per ogni elezione che si svolge) In questo modo sia il presidente di seggio che l' elettore verificano la validità della scheda e si assicurano che essa, a meno di precisa volontà dell' elettore, non sarà poi annullata.
  6. L' elettore entra nella cabina elettorale dove, non visibile da alcuno, esprime il proprio voto. Nessun elettore può essere accompagnato in cabina da altri a meno che non sia cieco (dimostrato da apposito certificato medico) o mancante delle mani. Per evitare che il suo voto possa essere imposto dall' eventuale accompagnatore
  7. Dopo aver piegato la scheda in modo che la parte scrivibile sia nascosta, esce dalla cabina, inserisce la propria scheda nell' urna, riconsegna la matita speciale, riprende il suo documento di identità, riprende la propria tessera elettorale timbrata col timbro della sezione e la data perchè l' elettore possa dimostrare di aver votato.
  8. Nella lista elettorale del seggio uno degli scrutatori appone la propria firma accanto al nome dell' elettore per evitare che egli si ripresenti e pretenda di votare di nuovo.

Le procedure di scrutinio sono le seguenti:
  1. Le procedure di scrutinio sono tutte pubbliche: ciascun elettore può seguire tutte le oerazioni elettorali (compreso lo scrutinio) del proprio seggio.
  2. Ciascuna scheda scrutinata è verificata da tutti i membri del seggio e dagli eventuali rappresentanti di lista. In caso di interpretazioni contrastanti sul voto il Presidente decide una assegnazione temporanea, ma queste schede contestate saranno verificate in seguito dal tribunale. Il conto dei voti di lista e delle preferenze viene tenuto contemporaneamente da due scrutatori in modo da non fare errori. Essi usano le tabelle di scrutinio ossia dei fogli (uno per partito e candiato) in cui sono stampate piccole caselline numerate 1, 2, 3 e così via. Appena viene attribuito un voto ad una lista (o candidato) gli scrutatori aprono la propria corrispondente tabella, barrano la prossima casella libera e ne leggono il numero ad alta voce. Fintanto che entrambi gli scrutatori declamano lo stesso numero si è sicuri che non ci sono errori. Appena i numeri sono differenti ci si ferma e si controlla cosa è successo. Il risultato finale per ciascuna lista (e/o candidato) è direttamente leggibile sulle tabelle essendo l'ultimo numero barrato.

    Le schede bianche durante lo spoglio sono sottoposte ad un trattamento particolare: vengono firmate sul retro dal Presidente di Seggio e da almeno due scutatori. Poichè questo trattamento è riservato solo alle bianche ed alle nulle è impossibile che le bianche vengano trasformate in seguito in voti validi (a meno di cancellare le firme dal retro della scheda).

    Le procedure di "scrutinio elettronico" del 2006 in Liguria, Sardegna, Lazio e Puglia si sono svolte a questo punto: ad un PC sono stati dati in input il nome del partito votato in ciascuna scheda. Alla chiusura dello scrutinio il risultato elettronico è stato confrontato con quello manuale e in caso di discordanza il risultato ufficiale era quello manuale.

  3. Al termine dello scrutinio ciascun seggio trasmette alle autorità competenti i verbali sottoscritti da tutti i membri del seggio e tutte le schede. Questo materiale viene conservato per diversi anni. Dalla lettura dei verbali vengono calcolati i risultati ufficiali delle elezioni con la seguente procedura:
     
    • Dopo lo scrutinio, dal seggio elettorale esce un verbale in doppia copia.
    • Una prima copia va all' ufficio elettorale del Comune, che lo conserva a fini statistici e ne trasmette i dati alla Prefettura che a sua volta li trasmette al Viminale. Il Viminale li rende pubblici ma sono dati ufficiosi poichè nella trasmissione sono possibile errori materiali.
    • La seconda copia del verbale, con i plichi dele schede contestate, nulle, e bianche e i plichi (ben più ingombranti) delle schede normalemte votate), va al Tribunale.
    • Il Tribunale trattiene le schede valide ed una copia delle tabelle di scrutinio e manda all' Ufficio Circoscrizionale presso la Corte d'Appello i verbali ed i plichi di contestate, nulle e bianche.
    • In Corte d'appello si attribuiscono o si annullano i voti contestati e non assegnati, si proclamano gli eletti e si redige un verbale in doppia copia.
    • Una copia di questo verbale rimane in Corte d'Appello mentre l'altra va alla Camera insieme ai plichi con le schede nulle, bianche e contestate.
    • Una copia del verbale della Corte d'Appello viene inviato all'Ufficio Nazionale presso la Cassazione che ripartisce i seggi in base nazionale, comunica agli uffici circoscrizionali presso la Corte d'Appello i seggi assegnati ad ogni lista e, a sua volta, redige un verbale in doppia copia. Una copia rimane alla Cassazione e l'altra viene inviata alla Camera/Senato.
    • La Camera/Senato effettua l'ultimo controllo attravero la Giunta per la verifica dei poteri e poi designa gli eletti.
    • La Giunta per le Elezioni della Camera/Senato esamina eventuali ricorsi

    Le procedure di "scrutinio elettronico" del 2006 prevedevano che in Liguria, Lazio, Sardegna e Puglia i dati di scrutinio fossero trasmessi in forma elettronica direttamente al Ministero e quindi i verbali cartacei non sarebbero dovuti essere usati per il calcolo del risultato. Poi però i risultati sono stati calcolati come sempre sui verbali cartacei

Ecco alcuni esempi di schede elettorali


Con le attuali procedure di voto e scrutinio vi assicuro, per esperienza diretta come presidente di seggio, che in Italia per fare imbrogli al seggio ci vuole l'accordo (o l'ignavia) di tutti i componenti e di tutti i rappresentanti di lista. Se tutti si attengono alle istruzioni fornite dal Ministero non è possibile commettere né errori né imbrogli. Certo se le amministrazioni comunali pilotano i sorteggi degli scrutatori, se le istruzioni non sono lette, capite e messe in pratica, se il lavoro al seggio è fatto controvoglia, senza serietà o senza cognizione di causa, se i rappresentanti di lista non sono presenti, o non controllano, se gli elettori se ne fregano e non assistono allo spoglio, allora può certamente succedere che i voti di alcune sezioni non corrispondano al vero.


 
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